domenica 23 dicembre 2012

Amare Tokyo

Piano piano i ricordi sfumano. Quello che è vivido comincia a diventare tenue. Allora fai un giro con google maps. Torni a vedere quei posti in cui sei stato, rifai i gli stessi itinerari a piedi. Qualche volta scopri che c'era qualcosa da vedere proprio li dietro e ti mangi le mani, altre volte ti accorgi che non ricordi più la strada che hai fatto. Un po' come dimenticarsi la voce delle persone che hai amato, un po' così insomma.
Ogni tanto torno a Tokyo. Alla meraviglia e alla felicità di quei giorni. Alla stanchezza, anche. Ogni tanto seguo la traccia della Yamanote Line, cerco il mio albergo, torno a quel tempio che era in ristrutturazione. Ogni volta mi dimentico un nome e un pezzo di strada. L'ubicazione esatta delle cose. Ogni tanto mi rallegro, ritrovo un negozio, un ristorante, un passaggio fatto e rimasto impresso. Come quel locomotore fuori dalla stazione di Shimbashi. O il ristorante dove Sara ed io cenavamo proprio dentro il mercato di Ameyoko. 
Tokyo mi manca. Mi mancano il suo silenzio, la sua narcolessia. Mi manca lo stupore che ti prendeva ogni tanto, all'improvviso. Mi manca il panorama dalla camera di albergo. Gli Starbucks ad ogni angolo di strada.
So che non ci tornerò a breve. Ci andranno altre persone, torneranno con ricordi diversi dai miei. E' una città così grande, ogni viaggio è diverso. Mi limiterò a guardare in silenzio le vostre foto o a cercare nuovi album su Flickr. A cliccare col tasto destro quando una foto mi piace.
Piano piano i ricordi sfumano. Ma la magia di quei giorni no.

IBS Vs Amazon.it

Da quando Amazon è sbarcata in Italia sono diventato un cliente affezionato. Ho l'opzione "Prime" che mi permette di ordinare qualsiasi cosa senza pagare spese di spedizione, hanno un servizio resi eccezionale e, una volta che ho ricevuto un articolo leggermente difettoso mi hanno scontato un ulteriore 15%.
Ci ho comprato libri, elettronica, musica, giocattoli e scarpe, sempre risparmiando e senza mai avere un problema. Un servizio eccellente che mi ha fatto dimenticare gli altri venditori online. Con Amazon quasi sempre risparmio e ho un ottimo servizio. Tra l'altro l'app sullo smartphone con lettore di codice a barre anche se eticamente discutibile è davvero comoda.
Sabato scorso volevo comprare due regali di Natale e automaticamente sono andato su Amazon. Purtroppo un articolo me lo dava disponibile in 1-2 mesi per cui non ho potuto ordinare. Ho fatto la stessa ricerca su IBS, dove avevo già comprato in passato. Aveva gli stessi articoli allo stesso prezzo con consegna in 24 ore e, superando 19 euro, non pagavo le spese di spedizione. Per cui ho fatto un tuffo nel passato acquistando su IBS. Ho ordinato sabato e lunedi mattina il pacco era sulla mia scrivania. Il livello di protezione del contenuto era nettamente superiore e inoltre, cosa gradita, all'interno 2 buoni sconto per spese superiori a 39 e 79 euro. Non so se mai li spenderò, ma averli non dispiace. Non resta che complimentarsi.

sentirsi così

Primo giorno di vacanza. Schiena bloccata. Perso il concerto di addio dei Verme. Odio tutti, me compreso.

sabato 8 dicembre 2012

Passioni mai sopite

Un sabato freddo che sembra una domenica passato ad ascoltare vinile.

venerdì 23 novembre 2012

Tutto in un sol giorno

Oggi:
- il mio capo ha chiesto di mio figlio;
- il mio capo, parlando di lavoro, mi ha detto che avevo ragione;
- sempre il mio capo, mi ha chiesto se avevo bisogno di una mano.

giovedì 22 novembre 2012

Innamoramenti casuali (8)

Guida anche lei un Supercub. Ha gli stivali, i jeans e un piumino aderente. Nel traffico mi scappia via. Al semaforo la recupero. Lei si leva i guanti, controlla l'iPhone. Poi riparte e la perdo. Di nuovo.

Natsuo Kirino - La quattro casalinghe di Tokyo

L'altra sera a Milano hanno suonato gli Acid Mother Temple. Chi sono? Un gruppo giapponese che mai mi sarei aspettato suonasse a Milano. Peccato non esserci potuto andare. Lo stesso giorno ho finito "Le quattro casalinghe di Tokyo" di Natsuo Kirino. Io soffro di una forte fascinazione per il Giappone e per la sua sfaccettata cultura. Natsuo Kirino ne racconta una faccia oscura, nera, drammatica. Lo fa coi suoi libri che sono crudi, amari, sofferti. Non è il Giappone che adoro questo, ma è un bellissimo libro.

martedì 20 novembre 2012

Stasera, uffa.

Ho appena scoperto che stasera a Milano suonano gli Acid Mother Temple.  E' una cosa che avrei sempre voluto fare, andare a sentire un gruppo underground giapponese a Milano, ma l'ho saputo solo adesso e non potrò farlo. Pazienza.

martedì 13 novembre 2012

Tipo una noiosissima sensazione da cerchio alla testa, con odore di chiuso e polvere sui capelli

Io un lavoro ce l'ho. Ci vado col motorino al lavoro, perchè con la metropolitana ci metto troppo tempo. Avevo il posto auto una volta, nell'interrato, ma poi ci ho rinunciato. All'auto, perchè il motorino lo parcheggio ancora li sotto. Abusivamente però.
Non sono mai stato un lavoratore ambizioso, mi andava di fare il mio, farlo il meglio possibile con il minimo sforzo.
Il lavoro dovrebbe dare due cose. Un reddito e un minimo di soddisfazione. Il mio redditto qualche anno fa non era male, si stava sempre nel mediobasso, mica cifre esagerate però per l'impegno profuso andava più che bene. Insomma, mi laventavo giusto per il gusto di farlo. 
Le mie soddisfazioni invece latitano. Qualche anno fa qualcosa si è raggranellato a livello emotivo, ma poi, un po' la crisi, un po' la mia crescita professionale che si è arrestata, di soddisfazioni ne ho raccolte ben poche. Insomma, il mio lavoro ha cominciato ad andarmi sempre più stretto.
Quando il lavoro comincia a non piacerti più, bisognerebbe cambiare. Ma lavorando di fatto nell'edilizia, la crisi economica non mi permette di cambiare lavoro con facilità. Bisognerebbe saper rischiare in questo periodo, ma l'acquisto di una casa e la nascita di un figlio mi rendono poco temerario. Non che lo sia mai stato a dire il vero.
Comunque, quando il lavoro scivola nell'apatia, quando le soddisfazioni mancano, quando lo stipendio è sempre uguale, cominci a sentirti male.
Tipo una noiosissima sensazione da cerchio alla testa, con odore di chiuso e polvere sui capelli. Una cosa del genere.
Bisogna cambiare.
Io vorrei cambiare totalmente genere. Mi piacerebbe lavorare in ambiti più creativi, lavorare con le parole, con le immagini. Non so bene che lavoro fare, è vero. Ma so che vorrei fare qualcosa di diverso.
C'è la crisi purtroppo, la poca attitudine al rischio, un diploma di geometra abbastanza inutile e nessuna laurea a garantire quel bel pezzo di carta nel cassetto che torna sempre utile.
Insomma, tutte queste parole per dire che mi sto logorando.
Che ogni tanto mi sembra di morire.
Che se qualcuno ha un bel lavoro da offrire, si faccia avanti.

martedì 6 novembre 2012

Ho cambiato telefono

Ed è come passare al PC dopo la macchina da scrivere................

venerdì 26 ottobre 2012

Stati d'animo

Oggi piove. Oggi è da Starbucks, da museo d'arte contemporanea, da sushi, da donuts, da stazioni del treno o terminal di aeroporto, da wi-fi, da librerie improbabili e da libri fotografici. Oggi è così, poi guardi fuori dal vetro, nella tua routine, e vedi solo pioggia.
 
 

giovedì 11 ottobre 2012

Zerocalcare - La Profezia dell'Armadillo

Ultimamente mi sono accorto di una cosa. Ascolto musica vecchia. E spesso leggo libri di autori di cui ho già letto molto, senza molta voglia di scoprire nuovi autori. In parte è sicuramente legato ad un fatto generazionale, in parte alla mancanza cronica di tempo. Per cui cerco sempre di approdare in porti sicuri e di mettermi a cercare cose nuove, ahimè, proprio non ne ho voglia.
Però il 2011 prima e il 2012 poi mi hanno regalato due chicche. Per la musica la scoperta, in colpevole ritardo dei Fine Before You Came, nella lettura invece la scoperta di Zerocalcare.
Chi è Zerocalcare? Un autore di fumetti e questo è il suo primo libro. Che dire, ridi e piangi allo stesso tempo, rifletti e ti riconosci in alcune sue vignette. Avevo bisogno di Zerocalcare. Davvero.


Capire Settembre

Uno dei "settembre" più difficili della mia vita è finito. Ora speriamo che ottobre non sia peggio.

lunedì 1 ottobre 2012

Nick Hornby - Tutto Per Una Ragazza

Qualche sera fa sono stato ad un concerto degli Afterhours. Padania è il loro ultimo disco e, per quanto sia stato ben recensito più o meno da tutti, a me non piace. Sono stato al concerto fiducioso che dal vivo le nuove canzoni mi sarebbero piaciute, ma no, per me, per il mio gusto, non reggono il confronto con il passato. Pazienza, restano un gran gruppo che fa degli ottimi concerti. Lo ascolto e lo seguo live sempre volentieri. Ho appena finito questo libro di Nick Hornby. Nick Hornby è l'autore di "Alta Fedeltà" e, un po' come i gruppi musicali, alterna buone uscite ad uscite mediocri. Questo "Tutto per una ragazza" non è niente di che. Però io Hornby lo leggo sempre volentieri.

giovedì 13 settembre 2012

Quello che non c'è

Poi all'improvviso ti viene voglia di spendere soldi da Muji o di comprarti un felpone da supergiovane. Di girare per aperitivi e negozi prima di rientrare a casa, che fuori c'è un sole bellissimo e l'aria tersa e di imbottigliarsi in tangenziale non ne vale proprio la pena. Poi ti viene voglia di ridere, una di quelle risate primaverili e post-adolescenziali, di comprare un videogioco, un vinile di roba nuova e figa, un fumettone da 400 pagine, un qualche romanzo illuminante e senza troppe sfumature di colori. Di colpo ti rendi conto che il tempo passa, sempre di più e che ormai la ricchezza più grande è la spensieratezza. La spensieratezza è forse la cosa che ti manca di più.

lunedì 10 settembre 2012

Amy Winehouse - Back to Black

Non ho mai amato i grossi fenomeni mediatici. E quando Amy Winehouse era sulla bocca di tutti e le sue canzoni erano ovunque, io l'ho snobbata. Così, per partito preso. Anche con la sua morte sono stato molto sulle mie. Ho un brutto rapporto con la morte e i cantanti e musicisti morti mi fanno sempre uno strano effetto. Ma questo giro l'ho fatta grossa, perchè Amy Winehouse è stata davvero brava. Ho comperato "Back to Black" in vinile subito dopo averne scaricato gli mp3 ed avere scoperto la bellezza di questo disco e l'intensità della sua voce. Tra l'altro è un disco che rende tantissimo in vinile. Non ha una canzone brutta e, per bellezza e intensità, si colloca tra i dischi fuori da ogni tempo. Un capolavoro. In casa mia sta diventando il classico della domenica mattina.

Innamoramenti casuali (7)

Adoro le neomamme che pedalano su biciclette con il parabrezza.

Innamoramenti casuali (6)

Adoro le ragazze che guidano una Vespa.

Claudio Rossi Marcelli - Hello Daddy!

Ho scoperto Claudio Rossi Marcelli per caso, leggendo Internazionale. La sua rubrica, appena mia moglie ed io siamo diventati genitori, ci ha dato e ci continua a dare splendidi consigli e ottimi spunti di riflessione. Questo libro mi è stato regalato proprio da Sara per il mio compleanno. Ho cominciato a leggerlo mentre mio padre era in ospedale ed è stato letto, per un 50%, proprio nel giorno della  sua operazione. Claudio Rossi Marcelli è un padre gay e racconta, con il suo stile leggero, l'avventura sua e del suo compagno. Pur conoscendo da anni una coppia gay con figli, prima di conoscere la rubrica su Internazionale e di leggere questo libro, se qualcuno mi avesse chiesto se ero favorevole ai figli in una coppia gay avrei risposto senza pensarci. La natura, la morale, l'etica e tutta una serie di balle del genere mi facevano propendere per un no secco. Diventare padre mi ha fatto cambiare idea. Restano un sacco di dilemmi etici, ma vedo ogni giorno pessimi genitori eterosessuali per cui mi pongo meno il problema. 
Comunque a seguito di questo libro ho fatto una serie di riflessioni:
- la fortuna di avere figli senza aiuti esterni;
- perchè i gay hanno sempre lavori fighi, case fighe, amici fighi?;
- invidia per la tata giapponese
- invidia per la casa di Ginevra vicino a quella di Sofia Loren
- quanto è ordinaria in fondo la mia vita.
Libro che consiglio e che si legge bene.

mercoledì 5 settembre 2012

Valerio Evangelisti - Magus - Il Romanzo di Nostradamus

Avevo deciso di portare un paio di libri in vacanza, oltre a Magus che avevo già iniziato, ma alla fine sono riuscito a leggere solo questo. Certo, andare al mare con un bimbo di 7 mesi non aiuta la lettura, ma il vero colpo di grazia è stato il decidere, durante le vacanze, di smetterla col caffè. Passare da 4/5 caffè al giorno a solo un cappuccino per colazione non ha aiutato la lettura. Praticamente dormivo sempre e se ero sveglio dovevo giocare con mio figlio. Bisogna anche dire che Magus non è che aiuti molto a stare svegli. Lungo, pretenzioso, anche abbastanza ripetitivo, arrivato a pagina 500 avrei voluto abbandonare e dedicarmi a qualcosa di più estivo e leggero, ma ho deciso di portarlo a termine comunque. Ne esco deluso quindi, deluso e annoiato. Decisamente apprezzo di più Evangelisti alle prese con l'inquisitore Eymerich.

domenica 12 agosto 2012

E' andata bene.

Non fai in tempo ad entrare in casa che ti suona il telefono. Il call id ti dice che è tuo fratello e pensi che vorrà parlarti della sua nuova macchina fotografica. Ti metti comodo, convinto che sarà una lunga telefonata. Invece ti dice che è stato avvisato da un'amica comune che vostro padre è stato investito con la bicicletta. Non hai ancora riattaccato che sei già in sella al Supercub diretto al luogo dell'incidente. Speri non sia lui, che sia qualcun'altro, in fondo vi siete appena salutati, tu e il papà. Sul luogo dell'incidente c'è l'ambulanza e subito ti viene un groppo, ti fermi, ti guardi intorno e lo vedi, il papà, sanguinante sull'ambulanza. I soccorritori ti dicono subito che sta bene, ti chiedono se sei il figlio, ti tranquillizzano. Il papà ti guarda, ha lo sguardo perso, spaventato, non sa dirti cos'è successo. I vigili ti dicono di aspettare, tu cerchi chi può averlo investito ed è un ragazzino pieno di gel, i sentimenti si confondono e vorresti potergli fare male anche te. Arriva anche tuo fratello, che non vede il papà perchè l'ambulanza è appena partita. Rilasciate i dati ai vigili, prendete in consegna la bicicletta, il ragazzino con troppo gel si fa uomo e viene a parlare con voi, si scusa, vi chiede il numero di telefono per avere notizie. Poi correte in ospedale e lo trovate steso su una barella, ancora sanguinante, nessuno che l'ha medicato e sembra parcheggiato in corsia. Dopo qualche ora lo visitano, non ha niente di rotto, deve stare in osservazione, deve fare lastre, tac, poi visita dall'ortopedico e altre lastre. Ne esce con le sue gambe, all'una di notte. Ti sembra che abbia 10 anni di più. Ti sembra incredibilmente vecchio e indifeso. Ti sembra di volergli ancora più bene.

martedì 7 agosto 2012

Non si butta via niente

Nel mio condominio, ormai, vivono parecchi bambini. Da pochi mesi in sù, sembra una filiale di un asilo o di una scuola elementare.
Ovviamente, i bimbi crescono e tante cose non servono più. Una volta si passavano di mano, si regalavano ad amici, a parenti.
L'altra sera rientro dal lavoro e trovo, abbandonati, un triciclo e una biciclettina con rotelle. Non sono ne rotte e nemmeno conciate male. Sono li, ad aspettare che il camion della raccolta rifiuti le porti via.
O me, che ripasso poco dopo e le fiondo nel baule della mia automobile.
La vita è come il maiale, può essere porca, ma non si butta via niente.

venerdì 3 agosto 2012

Innamoramenti casuali (5)

...e non so spiegare questa cosa a nessuno
quando ne parlo a Sara lei ha gli occhi a cuore
io una birra in mano
e mi sembra una scena da romanzo
da foto in bianco e nero
da dischi in vinile.

martedì 24 luglio 2012

Fine Before You Came

Il download selvaggio di musica fa strani scherzi. Trovi un disco di un gruppo che si chiama Fine Before You Came e lo lasci sepolto nell'hard-disk, convinto che sia roba tipo Pavement.
Poi vai al Miami e arrivi che loro, i FBYC hanno appena finito di suonare. Li hai snobbati allegramente per sentire Le Luci della Centrale Elettrica, i Massimo Volume e il reading di Maurizio Blatto. Poi i giorni successivi cominci a vedere i video della loro perfomance e un po' ti mangi le mani. Allora carichi sull'iPod il loro disco e non smetti più di ascoltarlo. Potrebbe essere un disco di canzoni d'amore, ma di quelli amori sghembi che finiscono male lasciandoti pieno di emozioni e di ferite. Passi l'estate ad ascoltare solo quel disco e quando scopri che suonano vicino a casa corri al loro concerto. Peccato che arrivi tardi e il concerto è quasi finito. Però non perdi tempo e ti compri il vinile di "Sfortuna", perchè la musica in mp3 è la merda e ti perdi quasi tutto il bello. Continui ad ascoltarli i FBYC, li fai conoscere agli amici. Poi capita di aspettare un bimbo e appena nasce esce il loro nuovo disco. Si intitola "Ormai" ed è di nuovo, per me, un disco di canzoni d'amore. Di quei dischi che, a secondo dell'umore che hai, ne cogli sfumature diverse. Non ha su di me lo stesso effetto che ebbe "Sfortuna", ma si sa che i primi amori non si scordano mai. Cominci a scrivere al cantante dei FBYC, perchè ti è simpatico e perchè i suoi testi, nei suoi testi, ci ritrovi te stesso. Un po' come Vasco Rossi quando avevi 17 anni. Solo che hai quasi vent'anni in più, tutto è diverso. E' gentile, risponde sempre ai tuoi messaggi da stalker. A maggio attraversi la Brianza, da solo, per andarli a sentire. Prima del concerto scambi due chiacchiere con lui, acquisti il nuovo vinile e aspetti mezzanotte e mezza per poterli sentire e vedere dal vivo. Inutile dire che è un concerto della Madonna. Passano due mesi e suonano alle 20, vicino a casa. Ci porti moglie e bimbo in passeggino. Di nuovo è un concerto della Madonna, di nuovo Jacopo (che in questi mesi continua a rispondere ai miei messaggi da stalker) e gentilissimo, come il resto del gruppo. Cose belle. Cose così belle che dopo anni di quasi apatia ritrovi un gruppo, delle canzoni che ti emozionano ancora. Avessi una Smemoranda quei testi sarebbero trascritti con pennarelli di colore diverso. Vorrei avere una quindicina di anni in meno per saltare dal loro palco come fanno in tanti. Ma ho chiamato i miei insuccessi "sfortuna" per cui va bene così.

Piero Colaprico/Pietro Valpreda - La Primavera dei Maimorti

Da quando ci sono le macchine fotografiche digitali, ci tocca guardare ogni giorno tantissime foto. Ce le impongono con i social network o inviandoci zipponi via mail. Da un lato è piacevole, entriamo con parole e immagini nella vita dei nostri amici, dall'altro lato è diventato difficile vedere una bella foto di un luogo, una foto pensata, scattata e mostrata per essere una foto rappresentativa. Piero Colaprico e Pietro Valpreda invece scattano una bella foto di Milano, di una particolare Milano e la scattano raccontandoci una storia. Che poi non sia il più bel giallo che abbia letto ci sta, ma il libro è bello, le pagine scorrono bene e vorresti aver vissuto, anche per un giorno, uno di quei giorni. Ci sono troppe foto digitali, ci sono poche pochissime belle foto.

Martin Millar - Vex e Kalix

Più che un libro una serie tv. A metà strada tra Twilight e Gossip Girl, con un ritmo serrato come le puntate di Big Bang Theory, con la giusta dose di urban, fantasy e comicità. Lo vedo così questo secondo capitolo della saga. E adoro Martin Millar. E dopo essermi immaginato Eva Longoria nei panni della Regina Malveria, ora è il momento di Leighton Meester nel ruolo di Thrix McRinnalch e, perchè no, di Jack Black nel ruolo del cacciatore Albermarle.
Bello. Ora attendo un nuovo capitolo.

giovedì 12 luglio 2012

Trenitalia (ancora)

Parte seconda. Riprendo il treno per tornare in Romagna, da moglie e figlio. Ho prenotato su un Frecciabianca, ovviamente ho scelto un posto che non mi è stato assegnato. Ho posto in carrozza 8, fila 21. Praticamente gli ultimi 3 posti prima di uscire dalla carrozza. Non sono il massimo, ma almeno questa volta la carrozza è utilizzabile. Il treno ci mette circa 25 minuti per arrivare, da Milano Centrale, a Milano Rogoredo. Fino a Bologna tutto bene, cedo anche il mio posto al ragazzo accanto a me, perchè il suo di posto, pur costando come il mio, non ha la presa di corrente. Poco male penso.
A Bologna però il treno si riempie. Sale una marea di gente attratta dalla notte rosa in Romagna. Mi sbattono contro, hanno i miei piedi come bersaglio, li pestano di continuo. Una ragazza ha una valigia che mi sbatte continuamente contro, al che le chiedo se vuole che gliela metta sulla cappelliera, e lei rispone serafica: fa come vuoi. Eseguo, ma il posto è troppo esposto e lo ricedo volentieri al ragazzo di prima, perchè ormai sono esausto. Oltretutto il treno dopo Bologna raccoglie ancora gente a Faenza e a Cesena. Molti salgono senza biglietto, perchè tanto quando c'è tanta gente il controllore non passa. Andiamo bene, penso, dopo che ho pagato più di 40 euro il mio biglietto.
Io non viaggio molto in treno, ma queste mie ultime esperienze sono veramente veramente deludenti, sia per il servizio di Trenitalia (il treno alla fine ha accumulato 35 minuti di ritardo, ma sul cartellone ne dichiaravano solo 15) sia per l'utenza di Trenitalia, maleducata oltre ogni aspettativa.

Innamoramenti casuali (4)

E' seduta di fronte a me. Alza gli occhi dalle pagine del suo libro solo per capire dov'è. Non so in quale fermata scenderà. E' completamenta assorta nel suo libro. Ha occhi azzurrissimi.

martedì 3 luglio 2012

Sorrisi

Cammini per strada spingendo un passeggino e le anziane del quartiere Isola ti sorridono in continuazione. Anche tre ragazze poco vestite che aspettano che l'amica parrucchiera chiuda il negozio. Poi un signore butta le sue schedine nel cestino dichiarando, a voce alta di aver buttato dei soldi e di non aver vinto nulla. Sempre con un sorriso sul viso, mentre 4 transessuali bevono, sorridenti, sedute ai tavoli di un bar. Poco più la 2 bambini giocano ai piloti in sella a due moto parcheggiate. Una è un SuperCub e questa volta, il sorriso, è il mio.
Poi arriva la sera e decidi di mangiare una pizza in un grosso spazio all'aperto dove suonano i Club Dogo. Porti il bambino alla cassa e poi a prendere una birra. Le ragazze gli sorridono in continuazione e lui, che ha solo 5 mesi, ricambia. Che abbia già capito tutto della vita?

lunedì 2 luglio 2012

Trenitalia è la morte. Ma anche il viaggiatore italiano non scherza.

Non è che amo lamentarmi. Fa niente se poi le cose non vanno alla perfezione. Ieri ho preso un treno, un Frecciabianca. Credo che siano i vecchi Eurostar, ma in un mondo di nickname è giusto ogni tanto cambiare nome. Lo prenoto sul sito Trenitalia e faccio una gran fatica. Il sito mi chiede la mail, ma non me la fa scrivere. Allora cancello il mio account, ne faccio un altro ma alla fine della procedura di acquisto biglietti mi butta fuori dal sito, mi richiede la password e quella che metto è sempre errata. Boh. Uso allora l'account di mia moglie e con questo funziona. Scelgo posto e carrozza ma poi, dopo l'emissione del biglietto, posto e carrozza assegnati sono diversi da quelli scelti. Poco male. Aspetto il treno, ma ha prima 15 minuti di ritardo, che si trasformano ogni 5 minuti fino a diventare 35. Pazienza. Il treno arriva e corro alla mia carrozza ma magicamente è chiusa. Chiedo spiegazioni al capotreno che mi dice semplicemente che è guasta e di cercarmi il posto in un'altra carrozza. Arrangiandomi dice. Ok, il treno è ben pieno ma trovo lo stesso un posto. Musica, libro e via. Il viaggio è lungo, mi guardo intorno. La gente piano piano scende, si liberano altri posti. E qui mi meraviglio. La gente scende e lascia le proprie pattumiere sui sedili, sui tavolini. Come, penso, vi stavate lamentando del ritardo e della sporcizia e poi lasciate sporco? Ma subito giù dal treno ci sono le pattumiere, i cestini. E invece no, sporcizia ovunque. Vedo anche gente salire con le scarpe sui sedili per prendere le proprie cose nelle cappelliere. Però poi si lamentano. Trenitalia ha tante colpe, tante responsabilità. Ma il viaggiatore italiano ne ha altrettante. Però si lamenta.
PS: ho preso due treni ieri. E non mi hanno mai chiesto il biglietto.

domenica 24 giugno 2012

Quando masterizzato è meglio di originale

Gli Scisma sono un gruppo rock italiano degli anni '90. Han fatto 3 dischi e poi si sono sciolti. Il primo non l'ho mai sentito, il secondo "Rosemary Plexiglas" e il terzo "Armstrong" sono due dischi bellissimi. Quando uscirono ero uno studentello squattrinato, i cd costavano cari e non li ho mai presi. Li registrai prima su cassetta e poi quando la tecnologia fu matura, li masterizzai. Ma ho sempre voluto averli originali. Peccato che siano fuori catalogo e tutte le volte che li ho trovati usati, o costavano troppo cari o erano in pessime condizioni. Qualche settimana fa i suggerimenti di Amazon mi hanno proposto le ristampe di questi due dischi in un unico cofanetto. A meno di 5 euro non ho saputo dire di no. Peccato che queste ristampe siano drammatiche. Al di la della assoluta mancanza di rimasterizzazione (comunque sono prodotti di fine anni 90 per cui non suonano male), l'assoluta mancanza dei crediti originali, le copertine riprodotte in piccolo e affogate in una cornice azzurra bruttissima mi fanno rimpiangere le mie copie masterizzate con le copertine fotocopiate. Al solito in Italia non si riesce a fare quasi niente di buono. Neanche rimettere a catalogo due dischi bellissimi.

mercoledì 13 giugno 2012

Con il sole, i Verme nelle orecchie e un pc.

Poi ci sono giorni come questo, in cui salirei su un aereo a caso tra quelli di diretti a Berlino, Lisbona, Praga o Parigi. Con un bagaglio leggerissimo che tanto uno spazzolino e una ciabatta si trovano quasi dapperutto. Con un iPod, un libro, una guida turistica di quelle che piacciono a me. Mi piacerebbe trovare una giornata di sole, di quelle non caldissime e con un po' d'arietta. Proprio come quella di oggi a Milano. E girare a caso, guardando più la gente che i monumenti. Cercherei il solito negozio di dischi, perchè ovunque vado cerco sempre un negozio di dischi. E una libreria, anche se poi non compro mai niente. Sono entrato in negozi di dischi o in librerie in tutte le città in cui sono stato, tranne Roma. Berrei un caffè da Starbucks, non perchè il caffè è buono ma perchè mi piace l'ambiente. Un pranzo veloce, una cena più rilassata. Una birra, dopocena, alla spina, di quelle che al primo sorso ti rimane sempre un po' di schiuma sulle labbra. Manderei qualche sms, perchè in tempi di social network sono diventati un gesto intimo, a volte anche molto bello. Vagherei un po' la sera e poi mi rifugerei nell'albergo, scelto a caso triangolando il prezzo, la recensione su tripadvisor e la posizione. Accenderei la tele se c'è, ma solo per una manciata di minuti. E andrei a dormire. Invece oggi sono in ufficio, ho dormito poco e stasera ripeterò la stessa strada di tutti i giorni per tornare a casa. Per fortuna che i sorrisi, a casa, non mancheranno.

venerdì 8 giugno 2012

Comprare Musica

Ho sempre comprato parecchi dischi. Anche in periodi di download selvaggio, non mi sono mai risparmiato. Anzi, con il download ho avuto modo di ascoltare più dischi e di trovare più cose belle e, di conseguenza, acquistarle.
Non ho mai avuto un negozio di dischi di fiducia. le novità le prendevo al Mediawold. Le cose più difficili da Buscemi. Gli acquisti casuali in un negozietto di roba usata. Ora compro molto su Amazon.it, ma questo è un altro discorso.
Quest'anno ho comperato 12 dischi, equamente divisi in 6 LP e 6 CD. Un solo usato (in vinile e suona molto male).
La cosa che mi ha stupito è che di questi 12 dischi in 6 mesi, solo 3 sono del 2012. Il resto è roba vecchia, anche vecchissima. Eppure di roba (anche buona) ne esce parecchia. 
Probabilmente ho meno voglia di rincorrere la novità e tendo a completare le lacune della mia discografia. Oppure semplicemente sto invecchiando e tendo a riascoltare la musica della mia adolescenza.

Mah....

Oggi vorrei essere da un'altra parte. Non avere pensieri. Preoccuparmi solo a dove andare a cenare, a dove bere qualcosa. Oggi vorrei essere una persona diversa. Godermi solo i miei pregi, neanche uno dei miei difetti. Oggi ho la testa che frulla, impazza, frastorna. Vorrei essere altrove. Vorrei essere un'altra persona.

mercoledì 30 maggio 2012

Di padre in figlio (consigli da latin lover)

L'altro giorno parlavo di corteggiamento. Ho quasi 36 anni e un terzo della mia vita l'ho passata con la stessa persona. Per cui devo dire, oltre al non essere mai stato bravo, di essere anche fuori allenamento. L'altra sera guardavo mio figlio. Un nano di 4 mesi che ha da poco capito che se sorride alla gente la gente si scioglie. Istinto credo. Per cui ho raccolto un mio personale decalogo. Dal basso della mia esperienza.
  1. tenere i capelli curati.
  2. usare le proprie passioni come punti a favore e non come ossessioni
  3. non fingere, mediare
  4. ascoltare l'interlocutrice e non pensare alla prossima cosa che potrebbe colpirla
  5. ricordarsi le cose, sia quelle dette, sia quelle sentite
  6. le donne che capiscono di tecnologia sono rare e forse lesbiche
  7. le polo stanno fuori dai pantaloni e non arrivano al ginocchio
  8. prevedibilità, pigrizia, saccenza equivalgono a vecchiaia
  9. essere 100% se stessi, se non sei Brad Pitt, non serve a niente
  10. non essere tirchi, avari e avidi

lunedì 28 maggio 2012

Paola Mastrocola - Palline di pane

Da quando Amazon ha messo in vendita, anche in Italia, il suo Kindle, ho pensato molto all'acquisto di un ebook reader. A volte leggo libri che pesano quasi 1kg, la libreria di casa in 5 anni è quasi satura e un ebook risolverebbe parte dei miei problemi. Poi mi capitano libri come questo. Comprato usato spulciando in una bancarella. Non conoscevo l'autrice, non conoscevo il titolo del libro. Però mi è rimasto in mano. Leggi la 4° di copertina, poi apri una pagina a caso e decidi di comprarlo. Non so se con un ebook godrei di questa casualità, del piacere di questa casualità. Un bel libro questo "Palline di pane". Un bel libro sulla difficoltà delle relazioni, sulla difficoltà dell'educare. Pieno di malinconia. Un libro sull'amicizia anche. La mia copia, comprata usata, era intonsa. Sulla prima pagina una dedica: ti piacerà. Un regalo quindi, ma non credo sia stato apprezzato.

Cose fatte e da fare in un normale week end

Il bilancio del week end è stato positivo. Ho comprato 2 cose che mi servivano, buttato un vecchio paio di guanti da moto non più impermeabili, 3 paia di calzini in spugna grigi che non so cosa ci facessero nel mio cassetto e una vecchissima polo color mattone ormai logora. Guardato puntate di serie tv, partecipato ad una grigliata ed una cresima. Ma le tapparelle rotte non le ho ancora riparate.

martedì 22 maggio 2012

Negare, sempre, anche l'evidenza.

I miei vicini di casa del piano di sotto hanno il giardino. Siccome presumo siano pigri, al posto di tenere l'erba hanno pavimentato. In 5 anni che abito in questo condominio loro hanno usato pochissimo il giardino. In questi giorni invece hanno montato un nuovo gazebo e acquistato delle nuove sedie. Niente di male. Peccato che le sedie, pesanti, non vengano sollevate ma trascinate creando un fastidioso rumore. E peccato che questo spostamenti avvengano sia la mattina prestissimo sia la sera tardi. Ora, io abito appena sopra questa famiglia e il mio balcone e la finestra della camera da letto sono direttamente affacciate al loro giardino. Sento e soprattutto vedo tutto. Mia moglie, incontrata la signora del piano terra, ha fatto notare questo problema. La signora ha negato. Mi vengono in mente due cose, una è mio fratello, sostenitore della teoria del negare sempre e comunque, l'altra è che li odio.

Charles M. Schulz - Ti saluto, Charlie Brown

Luciana è una vecchia cugina di mio padre. E' morta qualche anno fa dopo una malattia. Di lei ricordo un abbraccio sincero quando morì mia nonna e che era alta. Lavorava in una casa editrice e ognitanto regalava qualche libro. Di quelli grossi, con la copertina rigida e la trama improbabile. Ma regalò anche dei volumetti di Charlie Brown, che da bambino ho leggiucchiato senza apprezzare molto. Perchè Charlie Brown non è per bambini. Quando ho traslocato quei volumetti li ho presi con me. E adesso, all'alba dei 36 anni ne ho letto uno. Inutile dire che non l'ho ringraziata Luciana per questi libretti. Lo faccio adesso, anche se non serve più a niente. Grazie.

Ricordi fermi al semaforo rosso.

Stamattina sono per strada con il Supercub. Sono fermo al semaforo e mi affianca un signorotto con giubbino di renna e mocassino in sella ad una BMW K100RS. La K100 era una delle 2 moto che da bambino mi facevano sognare. L'altra era la Kawasaki GPZ1000. Ricordo che durante i viaggi per andare al mare io le cercavo nelle stazioni di servizio. Boh, era una mia fissa. Stamattina quindi, appena sono stato affiancato dalla K100 mi sono messo a guardarla. Si, è una motocicletta vecchia, ma la trovo ancora bella. Ha una linea semplice, una mezza carena e un bel manubrio stretto. BMW motociclette così non ne fa più. E in produzione non c'è attualmente una motocicletta simile. Io sognavo di andare a Capo Nord da bambino, di attraversare l'Italia. Con una K100 carica di bagagli e una ragazza abbracciata alle mie spalle. Di montare una tenda in qualche campeggio e di bere una birra in riva al mare. Km in moto ne ho fatti tanti, viaggi veri, pochi. E una K100, se la incontro per strada, la guardo ancora sognante.

giovedì 17 maggio 2012

Non me lo sarei mai immaginato

Qualche giorno fa il contakm del mio Supercub (che poi è banalmente un sh300i) ha superato quota 10.000km. In poco più di un anno. Non me lo sarei mai immaginato. Per anni ho guidato motociclette. Era una passione forte. Non riuscivo ad immaginarmi senza. Senza una domenica in motocicletta su qualche passo. Poi è successo qualcosa. Non so se sono stati gli incidenti che ho fatto, il traffico che è aumentato, i controlli stradali sempre più pressanti. Piano piano la passione è sempre diminuita. Non è morta, le motociclette mi appassionano ancora, seguo la produzione e le competizioni, ma lo spirito che avevo nel 1992, l'anno della mia prima moto, non ce l'ho più. Nel 2009 pochi giri, nel 2010 uno solo, neanche memorabile. L'anno scorso poi, uno dei primi giorni che l'ho usata, ho bucato la gomma dietro e in un curvone quasi non mi ammazzo. Si è rotto qualcosa e ho deciso di cambiare stile. Ora giro col Supercub, d'estate e d'inverno. E' diventato il mio mezzo di trasporto preferito. Mi sembra di avere 14 anni. Mi pento di non averci pensato prima.

mercoledì 2 maggio 2012

Io penso di non comprendere.

Sono in auto, circa 90/100 km/h. In macchina ci sono mia moglie e mio figlio, che ha 3 mesi. Non guido in maniera spericolata, ma da quando ho un bimbo sono ancora più prudente. Schemi mentali, credo. Comunque sto guidando tranquillo e sto sorpassando un veicolo più lento in prima corsia. In corsia centrale, davanti a me, una Seat Althea con su una famiglia. Ad occhio coppia con figli tra i 10 e i 14 anni. Quest'auto, ad un certo punto e senza motivo apparente, frena. Frena forte. Io freno di conseguenza e do un colpo di clacson. Non l'avessi mai fatto. L'intera famiglia esplode in un tripudio di gestacci e di segni del tipo "accosta che ti faccio il culo". Sono basito. Rispondo, lo ammetto, a qualche insulto e questo mediocre padre di famiglia tenta di speronarmi, poi mi affianca e tenta di buttarmi fuori strada. Fortuna che non c'è traffico, inchiodo e mi metto dietro continuando a prendermi insulti. Mi chiedo: cosa passa per la testa alla gente? Che esempio puoi dare ai tuoi figli? Come dovrò educare il mio figlio quando sarà più grande? Si può augurare la morte?

domenica 29 aprile 2012

Stephen King - Carrie

Alla mia bancarella dei libri usati a un euro capita spesso di trovare cose interessanti. Ovvio, difficile trovare novità, ma qualche best seller del passato capita spesso. Ultimamente mi è capitato di trovare diversi libri di Stephen King. Ho deciso così di riprendere a leggere il Re, dopo aver letto, senza ricordarne nemmeno i titoli, qualche libro durante la mia tardo-adolescenza. Carrie è il primo romanzo di King e si fa leggere in fretta, anche se i miei ritmi attuali di lettura non sono eccelsi. Leggerlo mi ha fatto pensare a cosa dev'essere stato quel periodo in cui King creava la sua fortuna sfornando un capolavoro dopo l'altro. Oggi poi Valentino Rossi ha fatto nono e questo pensiero si è rafforzato. Doveva essere bello leggere un anno dopo l'altro libri splendidi del Re, esattamente come era bello vedere il Dottore vincere in maniera spettacolare quasi tutte le domeniche. Carrie è un bel libro, parte lento, evolve e mette suspence ad ogni pagina. Però i periodi d'oro non sono eterni.

Come passare quattro giorni di ponte....

....pazienza.

mercoledì 25 aprile 2012

Oggi è il 25 aprile...

...e i partigiani si stanno estinguendo. Io ho 35 anni e per me, i partigiani son sempre stati vecchi. Me li ricordo che venivano a scuola, ci raccontavano qualcosa mescolando l'epico con il malinconico. Ora, quei pochi che restano, saranno vecchissimi. Non credo che quando mio figlio andrà a scuola avrà ancora il piacere di ascoltarne uno. Chissà chi inviteranno a parlare.

mercoledì 18 aprile 2012

Innamoramenti casuali (3)

Mostra di Fusako Yusaki, artista giapponese. A Milano. A guardare la mostra c'è una ragazza. E' giapponese e non io so resistere. Scambio due parole. Si accorge che mia moglie è incinta e educatamente chiede se può toccarle la pancia. Appoggia appena la mano, poi la ritrae e i suoi occhi si riempiono di meraviglia.

martedì 17 aprile 2012

La nuova canzone di Vasco Rossi


Tutto può tornare bellissimo, come le estati di tanti anni fa.

Libri e valigie

Ieri ho prestato una valigia. Un bel trolley rigido, leggero e con 4 ruote. Io non viaggio molto. Mai viaggiato molto nella mia vita, anche se c’è stato un periodo, molto spensierato in cui prendere aerei era molto più facile di adesso. Una delle cose che mi piace di più del viaggiare è prepararla, la valigia. Scegliere le cose, comporle in maniera che tutto ci stia nella cabin bag da volo low cost, poi chiuderla e meravigliarsi ogni volta dell'impresa. Per riuscirci ci sono tutta una serie di accorgimenti mirati, di miniaturizzazioni, di oggetti Muji a cui non so resistere. E poi, come ciliegina sulla torta, prima di ogni viaggio, c'è la scelta del libro da portarsi dietro. Non sempre ci azzecco, non sempro pesco la lettura ideale. Ricordo ancora, come una delle scelte migliori, portare a Tokyo “Ti Prendo e Ti Porto Via” di Ammaniti. Leggere sulla metro di Tokyo o sulla Yamanote Line di Graziano Biglia, burino romano, era perfetto, perchè lo paragonavo ai salary man giapponesi compostissimi in completo Kenzo. E tutto aveva un sapore ancora migliore.

Valerio Evangelisti - Rex Tremendae Maiestatis

In questo periodo della mia vita mi sento bisognoso di consigli. Non ho ancora capito se ho fatto un errore colossale da cui cercare di uscire oppure no. Per cui mi sento confuso. Quando sono confuso vorrei essere come il protagonista di questo romanzo. L'inquisitore Nicolas Eymerich. Perchè non ha paura di niente, è sempre sicuro di se e soprattutto ha sempre una spiegazione. Anche se in questo libro (il decimo e ultimo della saga) è invecchiato e solo e forse più confuso che mai. L'inquisitore è una delle mie letture preferite, anche se non tutti i libri sono allo stesso livello. Questo è forse uno dei migliori. Peccato che la saga sia conclusa.

lunedì 16 aprile 2012

L'abbruttimento del caffè

Il fascino di George Clooney è sicuramente fuori discussione. Negli ultimi anni, tra le varie cose, ha associato il suo fascino anche al marchio Nespresso. Non so dire se è merito suo, ma alla fine la macchina Nespresso è penetrata nelle case dei miei amici e quando vado a trovarli mi lascio offrire volentieri un caffè.
Ma non sono più felice di prima. Perchè? Semplice, il Nespresso è un abbruttimento. Prima ogni casa aveva la sua moka, l'acqua che si usava era diversa come diversa era la miscela di caffè e la maniera di metterla nella caffettiera. Ne usciva che ogni caffè era diverso. Poteva essere buonissimo o ossere disgustoso ma aveva il sapore di quella casa.
Ora invece abbiamo il Nespresso e, oltre a perdere tempo nella scelta tra le varie capsule beviamo un caffè identico ovunque. Si perde il piacere di preparare la moka, del respirarne l'aroma. Un po' come con gli mp3 si è perso il piacere di ascoltare la musica pur ascontandone di più.
Sono noioso? Si, può essere. Comunque, per tutelarmi dall'appiattimento dei sapori, prendo un Nespresso diverso ogni volta.

martedì 3 aprile 2012

Aprile dolce dormire.....

La primavera mette scompiglio, lo dice anche Vasco Rossi in una delle sue canzoni più belle. In me crea una centrifuga impazzita di sentimenti, pensieri, ansie. Vuol dire che un altro anno se sta andando, perchè gli anni, non vanno da gennaio a dicembre, ma da settembre a luglio. Per cui manca poco all'estate, la vera fine dell'anno. Anzi, io farei San Silvestro al 15 di agosto. Problemi miei. Agosto, comunque, è il mese jolly. Un anno, anche bisesto quindi è di 11 mesi + 1. Riscriviamo i calendari, grazie.
Comunque anche se il cielo è grigio, indosso ancora maglioni in lana e la (o il) Termoscud è ancora montata sul motorino, io sento tutta l'influenza della primavera. In più, quest'anno, all'allegra compagnia di inquietudini si è aggiunto lo sprettro, cupo e secondo me anche rancoroso, della crisi economica. Quella vera, non quella di un paio d'anni fa. Lavoro ce n'è poco, ansia anche troppa. In più sono in ballo con cambiamenti importanti che richiederebbero una stabilità economica superiore a quella che ostento adesso. Per cui, aprile dolce dormire stocazzo. Io mi sveglio all'improvviso in preda al panico. La soluzione è riscrivere i calendari.

lunedì 2 aprile 2012

Martin Millar - Latte, solfato e Alby Starvation

Tempo fa lessi Twilight. Così, per curiosità, dopo che mia moglie ne aveva divorato la saga. Ma non mi piacque. Perchè? Perchè probabilmente non sono una donna e soprattutto non ho sedici anni e di storie d'amore coi vampiri posso anche farne a meno.
Martin Millar è uno scrittore che mi piace. E questo libro ha delle idee meravigliose. Ci sono i fumetti ovvio, ma c'è anche l'ansia, l'ipocondria, la paranoia. Tutte cose che almeno una volta nella vita mi hanno toccato. Ma se avessi ancora sedici anni, proprio come Twilight, lo apprezzerei di più. Perchè sarei più sregolato e probabilmente mi farei anche un bordello di canne.
Ma il tempo passa per tutti.
Bello comunque il protagonista, una sorta di Pippo, ma pusher di Brixton.

Nota sull'edizione: troppi troppi errori!

giovedì 29 marzo 2012

Prendere vaffanculo (e non capire)

Stamattina. Sono con il SuperCub. Sono tutto a destra, non sto superando nessuno. La strada è molto larga, senso unico e un'auto è tutta a sinistra, ma decide che deve andare, senza motivo, tutto a destra. Suono il clacson per non farmi investire. Mi prendo un vaffanculo. Poco dopo, sono in tangenziale. Sempre col SuperCub a 90 all'ora. Corsia centrale. Mi affianca a sinistra un'auto. Mette la freccia a destra. Io non posso spostarmi più a destra di così perchè sto sorpassando un camion. Suono per avvisare della mia presenza. Mi prendo un vaffanculo.
Qual è il problema? Cosa disturba di più? La presenza di qualcun altro sulle strade? Vabbè è inevitabile. La mancata libertà nel fare ciò che si vuole? Vabbè, ci sono regole da rispettare. Oppure il clacson viene ormai percepito come un affronto, un'offesa e non come un segnalatore acustico di eventuale pericolo? Non so, in questo caso credo che offenderò di più.
E comunque sarò un vecchio rompicoglioni.

mercoledì 21 marzo 2012

lunedì 19 marzo 2012

Ironici outing e involontarie riflessioni nel giorno della festa del papà

Qualche giorno fa mio fratello, sul suo blog, ha fatto un ironico outing. Raccontando ai suoi lettori che non ama il calcio, che apprezza i film romantici e anche, brividi, ascoltare musica orribile dal pubblico prettamente femminile. In pratica ci ha detto di essere gay.
Questa sua inaspettata dichiarazione mi ha fatto pensare molto. E mi ha fatto pensare molto al nostro vecchio padre. Perchè? Perchè il babbo, come lo chiamiamo noi, non si è mai interessato di calcio e questa cosa, pur rendendoci un poco emarginati, ci ha salvato da tutta quella deriva etero-omofobica fatta di moviole, gazzette, odio e commenti da bar. Negandoci il calcio ci ha aperto gli occhi su mille altre cose. Per cui ben vengano i film romantici e anche (lo dico a denti stretti) la musica della Pausini. E ben venga soprattutto tutta quella curiosità che ci ha regalato. Siamo stati appassionati di astronomia, di informatica, di musica, di cinema, di motociclette, di fotografia. Di hockey su ghiaccio, anche. E tutto questo grazie al babbo. Che da piccoli non ci ha assillati con il calcio lasciandoci disponibile un mondo. Per cui oggi, che è la festa del papà, io omaggio mio padre così. E ringrazio mio fratello per avermi offerto questo spunto di riflessione.
Comunque no, mio fratello non è gay.

venerdì 16 marzo 2012

Essere Carlo Verdone

Anche quest'anno è uscito un nuovo film di Carlo Verdone. Verdone mi è sostanzialmente simpatico. Ha sbagliato qualche film, non ha più ripetuto i fasti degli esordi e negli ultimi anni ha raggiunto un suo equilibrio fatto di battute, malinconia e fisime personali. Mi piacciono il suo essere ipocondriaco e le sue passioni musicali. Qualche sera fa era ospite a "Deejay Chiama Italia" e mi sono intristito. Lui si ripete, ripete che conosce i farmaci, le malattie. Poi parla di musica, di vinile, racconta di quanto è appassionato come se fosse un alieno sceso tra noi. Racconta mille volte gli stessi aneddoti, racconta di Mimmo, di Ivano. Racconta di gente "pazza" che lo ferma per strada, che gli scivola in casa. I conduttori ridono, si compiacciono di avere il disadattato in studio. Lui abbozza. E' la macchietta di se stesso.

Innamoramenti casuali (2)

Slalomeggia nel traffico. E' ben vestita, con una borsa a tracolla. Dal casco esce una treccia. Quando un'automobile la lascia passare ringrazia. Guida una Guzzi.

mercoledì 14 marzo 2012

Saremo per sempre giovani

Sabato era una fresca giornata di sole del mese di marzo. Abbiamo parcheggiato il nano dalla nonna, preso il SuperCub e siamo andati a fare un giro in centro. In Ticinese, per apoteosi, siamo entrati da American Apparel. E per strada mia moglie ha anche incontrato le sue cugine punkabbestia. Poi ad un certo punto abbiamo guardato l'ora, ripreso il SuperCub, che era orario di poppata.

martedì 13 marzo 2012

Enrico Brizzi - La Nostra Guerra

Come già detto in precedenza, ho un pessimo rapporto con i miei vicini di casa. Per affrontarli mia moglie ed io le abbiamo provate tutte. Qualche volta abbiamo provato addirittura ad immedesimarci. A pensare come loro, comportarci come loro. Niente, non ne siamo capaci, siamo persone diverse, lo sliding doors della vita per noi ha avuto un altro corso. Enrico Brizzi accompagna le mie letture da anni, siamo quasi coetanei e i suoi libri mi sono (quasi) sempre piaciuti. Qui, proprio come me e mia moglie, prova ad immaginare un mondo diverso, in cui il Duce degli italiani combatte una guerra diversa. L'idea è bellissima, Brizzi la riempie di riferimenti, di riflessioni e di inviti a ragionare. In questo è bravo come è bravissimo a raccontare la storia dal punto di vista dei bambini, degli adolescenti. Ma questo libro, proprio come io non riesco a vivere la vita dei miei pessimi vicini, con me non riesce nell'intento. E' prolisso, noioso. Non decolla mai. Però verso la fine succede qualcosa. Succede come quando da bambino finisce un cartone animato e l'ultima puntata è triste, tristissima. Ecco, questo libro è un po' come un cartone animato o, del 2012, una serie tv. Una dozzina di puntate e alla fine ti abitui. Vorresti non finisse. Soprattutto perchè Pierfrancesco Favino nel ruolo dell'avvocato Pellegrini sarebbe perfetto.

mercoledì 7 marzo 2012

Tifare contro

Io non sono una persona molto competiva. Mai stato importante arrivare primo. E sono padre da poco, pochissimo, per cui non ho una grande esperienza di "esercizio genitoriale". Ma credo che insegnare al proprio figlio di 5 anni a "tifare contro" e gioire delle sconfitte dell'avversario sia una brutta cosa. Ma sono questi i miei vicini di casa.

lunedì 5 marzo 2012

Cominciamo bene la settimana

Lunedi mattina. Piove ma sono andato al lavoro in motorino lo stesso. A casa mio figlio sta poco bene. Mia nonna è in ospedale. Mio padre invecchia e invecchia male. Cosa me ne faccio di tutta questa tristezza in un lunedi di pioggia?

giovedì 1 marzo 2012

Lucio in the sky with diamond

 
Ci sono due canzoni di Lucio Dalla che ho ascoltato una marea di volte. Sul camper di mio padre c'erano tre musicassette di cantautori italiani. Delle compilation divise per decenni con due pezzi per ogni artista. Non posso dire di amare la musica di Dalla. Ma quelle canzoni, ascoltate solo in vacanza in mille posti diversi, non le dimenticherò mai.

lunedì 27 febbraio 2012

Achtung Baby

Ricomprare Achtung Baby, riascoltarlo, emozionarsi come se fosse (quasi) la prima volta......

giovedì 23 febbraio 2012

Le auto di Mario Monti

Non so cosa pensare. Mario Monti guadagna 1.500.000 di euro all'anno e circola con una Lancia Dedra o in alternativa con una Lancia Kappa. Del 1995 e del 1998. Sana decrescita o ennesima presa per il culo????

mercoledì 22 febbraio 2012

Innamoramenti casuali (dove tutto ebbe inizio)

Eravamo alla fine del viaggio di nozze in Giappone. Siamo sull'autobus che ci porta al Kinkaku-Ji e un signore che guida una scolaresca ci fa sedere. Ci chiede da dove veniamo. Parla un inglese stentatissimo e mi dice che suo marito (?) vive a Milano. Poi ci vuol fare una foto insieme alle sue alunne e prima di uscire ci regala delle caramelle. Ci scambiamo le e-mail e ogni tanto scrive, un po' in inglese un po' in giapponese mail bellissime dal significato interpretabile. Manda foto. E' Tanihara San

Dialogo improbabile tra un vicino di casa e noi stessi

Da qualche anno vivo in un condominio di periferia. Purtroppo non ho mai avuto un buon rapporto con i miei vicini di casa. Li trovo molto maleducati, rumorosi e fin troppo banali per i miei gusti. L'altra sera mi sono trovato a litigare con uno di loro. Lo incontro che esce dal locale pattumiera e lascia la porta aperta. Inizia il dialogo:
- Lascia la porta aperta?
Questo risponde con un sincero: - L'ho trovata aperta.
Mi sento obbligato a ribattere: - Anche se la trova aperta, può chiuderla non è bello vedere le pattumiere dall'atrio.
Al che mi sento rispondere: - Mica c'è scritto che è obbligatorio chiuderla!
Non posso fare nient'altro che chiudere e salutare: - Buonasera.
Ma questo, incazzato non mi risponde più.
Io non so cosa farci con questi vicini........

Why not?

Non c'è un motivo preciso per cui dovrei scrivere un blog, soprattutto nel 2012. Ma è un po' che ci penso ed è un po' che un paio di persone vorrebbero pubblicare alcuni miei pensieri. A dire il vero qualcuno lo fa già e mi fa anche piacere. Per adesso iniziamo anche perchè per me il 2012, a dispetto dei Maya, sarà un anno ricco. Sarà comunque un blog sconclusionato, male aggiornato e molto poco commentato.