giovedì 29 marzo 2012

Prendere vaffanculo (e non capire)

Stamattina. Sono con il SuperCub. Sono tutto a destra, non sto superando nessuno. La strada è molto larga, senso unico e un'auto è tutta a sinistra, ma decide che deve andare, senza motivo, tutto a destra. Suono il clacson per non farmi investire. Mi prendo un vaffanculo. Poco dopo, sono in tangenziale. Sempre col SuperCub a 90 all'ora. Corsia centrale. Mi affianca a sinistra un'auto. Mette la freccia a destra. Io non posso spostarmi più a destra di così perchè sto sorpassando un camion. Suono per avvisare della mia presenza. Mi prendo un vaffanculo.
Qual è il problema? Cosa disturba di più? La presenza di qualcun altro sulle strade? Vabbè è inevitabile. La mancata libertà nel fare ciò che si vuole? Vabbè, ci sono regole da rispettare. Oppure il clacson viene ormai percepito come un affronto, un'offesa e non come un segnalatore acustico di eventuale pericolo? Non so, in questo caso credo che offenderò di più.
E comunque sarò un vecchio rompicoglioni.

mercoledì 21 marzo 2012

lunedì 19 marzo 2012

Ironici outing e involontarie riflessioni nel giorno della festa del papà

Qualche giorno fa mio fratello, sul suo blog, ha fatto un ironico outing. Raccontando ai suoi lettori che non ama il calcio, che apprezza i film romantici e anche, brividi, ascoltare musica orribile dal pubblico prettamente femminile. In pratica ci ha detto di essere gay.
Questa sua inaspettata dichiarazione mi ha fatto pensare molto. E mi ha fatto pensare molto al nostro vecchio padre. Perchè? Perchè il babbo, come lo chiamiamo noi, non si è mai interessato di calcio e questa cosa, pur rendendoci un poco emarginati, ci ha salvato da tutta quella deriva etero-omofobica fatta di moviole, gazzette, odio e commenti da bar. Negandoci il calcio ci ha aperto gli occhi su mille altre cose. Per cui ben vengano i film romantici e anche (lo dico a denti stretti) la musica della Pausini. E ben venga soprattutto tutta quella curiosità che ci ha regalato. Siamo stati appassionati di astronomia, di informatica, di musica, di cinema, di motociclette, di fotografia. Di hockey su ghiaccio, anche. E tutto questo grazie al babbo. Che da piccoli non ci ha assillati con il calcio lasciandoci disponibile un mondo. Per cui oggi, che è la festa del papà, io omaggio mio padre così. E ringrazio mio fratello per avermi offerto questo spunto di riflessione.
Comunque no, mio fratello non è gay.

venerdì 16 marzo 2012

Essere Carlo Verdone

Anche quest'anno è uscito un nuovo film di Carlo Verdone. Verdone mi è sostanzialmente simpatico. Ha sbagliato qualche film, non ha più ripetuto i fasti degli esordi e negli ultimi anni ha raggiunto un suo equilibrio fatto di battute, malinconia e fisime personali. Mi piacciono il suo essere ipocondriaco e le sue passioni musicali. Qualche sera fa era ospite a "Deejay Chiama Italia" e mi sono intristito. Lui si ripete, ripete che conosce i farmaci, le malattie. Poi parla di musica, di vinile, racconta di quanto è appassionato come se fosse un alieno sceso tra noi. Racconta mille volte gli stessi aneddoti, racconta di Mimmo, di Ivano. Racconta di gente "pazza" che lo ferma per strada, che gli scivola in casa. I conduttori ridono, si compiacciono di avere il disadattato in studio. Lui abbozza. E' la macchietta di se stesso.

Innamoramenti casuali (2)

Slalomeggia nel traffico. E' ben vestita, con una borsa a tracolla. Dal casco esce una treccia. Quando un'automobile la lascia passare ringrazia. Guida una Guzzi.

mercoledì 14 marzo 2012

Saremo per sempre giovani

Sabato era una fresca giornata di sole del mese di marzo. Abbiamo parcheggiato il nano dalla nonna, preso il SuperCub e siamo andati a fare un giro in centro. In Ticinese, per apoteosi, siamo entrati da American Apparel. E per strada mia moglie ha anche incontrato le sue cugine punkabbestia. Poi ad un certo punto abbiamo guardato l'ora, ripreso il SuperCub, che era orario di poppata.

martedì 13 marzo 2012

Enrico Brizzi - La Nostra Guerra

Come già detto in precedenza, ho un pessimo rapporto con i miei vicini di casa. Per affrontarli mia moglie ed io le abbiamo provate tutte. Qualche volta abbiamo provato addirittura ad immedesimarci. A pensare come loro, comportarci come loro. Niente, non ne siamo capaci, siamo persone diverse, lo sliding doors della vita per noi ha avuto un altro corso. Enrico Brizzi accompagna le mie letture da anni, siamo quasi coetanei e i suoi libri mi sono (quasi) sempre piaciuti. Qui, proprio come me e mia moglie, prova ad immaginare un mondo diverso, in cui il Duce degli italiani combatte una guerra diversa. L'idea è bellissima, Brizzi la riempie di riferimenti, di riflessioni e di inviti a ragionare. In questo è bravo come è bravissimo a raccontare la storia dal punto di vista dei bambini, degli adolescenti. Ma questo libro, proprio come io non riesco a vivere la vita dei miei pessimi vicini, con me non riesce nell'intento. E' prolisso, noioso. Non decolla mai. Però verso la fine succede qualcosa. Succede come quando da bambino finisce un cartone animato e l'ultima puntata è triste, tristissima. Ecco, questo libro è un po' come un cartone animato o, del 2012, una serie tv. Una dozzina di puntate e alla fine ti abitui. Vorresti non finisse. Soprattutto perchè Pierfrancesco Favino nel ruolo dell'avvocato Pellegrini sarebbe perfetto.

mercoledì 7 marzo 2012

Tifare contro

Io non sono una persona molto competiva. Mai stato importante arrivare primo. E sono padre da poco, pochissimo, per cui non ho una grande esperienza di "esercizio genitoriale". Ma credo che insegnare al proprio figlio di 5 anni a "tifare contro" e gioire delle sconfitte dell'avversario sia una brutta cosa. Ma sono questi i miei vicini di casa.

lunedì 5 marzo 2012

Cominciamo bene la settimana

Lunedi mattina. Piove ma sono andato al lavoro in motorino lo stesso. A casa mio figlio sta poco bene. Mia nonna è in ospedale. Mio padre invecchia e invecchia male. Cosa me ne faccio di tutta questa tristezza in un lunedi di pioggia?

giovedì 1 marzo 2012

Lucio in the sky with diamond

 
Ci sono due canzoni di Lucio Dalla che ho ascoltato una marea di volte. Sul camper di mio padre c'erano tre musicassette di cantautori italiani. Delle compilation divise per decenni con due pezzi per ogni artista. Non posso dire di amare la musica di Dalla. Ma quelle canzoni, ascoltate solo in vacanza in mille posti diversi, non le dimenticherò mai.